Cantina Deidda: piccola chicca di Sardegna

In ricordo di Giampietro

Ricordo ancora l’estate 2016, quando durante le ferie sarde ad Alghero, decisi di spostarmi per visitare le cantine a Bosa e Oristano, alla ricerca dei vini autoctoni sardi. Luoghi unici e rari per capire meglio l’ossidazione del vino tramite Flor.

Luglio. Giornata caldissima. Tardo pomeriggio.

Contini (famosissima cantina per il Vernaccia ossidativo) si faceva desiderare ….

Ma ecco! il destino ha voluto che mi trovassi sulla strada a Simaxis nei pressi della cantina Deidda, realtà vitivinicola tra le più interessanti della provincia di Oristano.

Felicissima perché comunque, da amante delle bollicine come sono, l’intento di ogni mia vacanza è anche quello di acquistare lo spumante locale!

E questa cantina, mi giungeva voce, era nata proprio per quello !

Il titolare Giampiero Deidda, gran persona di carattere, ci accoglie senza appuntamento e appena rientrato dal lavoro sui campi. Su mia richiesta mi spiega tutto sulla spumantizzazione , dopo avermi mostrato il velo sottilissimo di flor direttamente dalle botti di Vernaccia di Oristano !

È stata una emozione perché non si trovano tanti posti al mondo che utilizzano questo metodo per l’ossidazione “ricercata” sui vini! (Sherry spagnolo, Vin Jaune francese…)

Marzari Reverse quindi -questo buon metodo classico che in parte, mi disse, conteneva la Vernaccia di Oristano- era già tra i miei souvenir!

Giampiero, non contento e sapendo che stavo studiando da sommelier, ha poi giocato con me alla cieca, facendomi indovinare i vini autoctoni presenti nei suoi vini rossi.

In particolare ci siamo soffermati su questo vino di punta della sua cantina e che sto per aprire oggi:

🍇 SIMMACO 2011 Isola dei Nuraghi igt rosso

4000 bottiglie nel 2011…numerate

Il nome dal Papa e Santo locale del V secolo, come appare dall’etichetta.

Amore al primo assaggio! Ricordo ancora la piacevole sensazione che riportava in qualche modo al ‘mio’ Amarone!

Il segreto mi è stato facile da intuire: l’utilizzo di uve stramature o passite.

E poi un miscuglio magico di vitigni di cui il 70% autoctoni sardi:Cannonau, Carignano ,Muristellu, e il 30% internazionale: Cabernet Sauvignon e Sirah.

Il tutto affinato in botti di rovere per 12 mesi.

Rubino intenso e profondo che ricorda anche al naso le marmellate di prugne e le ciliegie mature… in un crescendo di terziari come spezie dolci cannella e liquirizia haribo e foglia di tabacco…

Corposo, vellutato, estremamente caldo , voluttuoso, armonico con il pizzicore al centro della lingua che lo porta a un tannino perfetto.

Sorso dopo sorso abbinato ai piatti si fa sempre più pepato! Così lo ritrovo oggi. Perfetto e intatto dalla mia cantina!

E il risultato è piaciuto moltissimo! Non solo a me, essendo stato premiato al Vinitaly nel 2015, per questa annata 2011, nella sua categoria, con medaglia d’argento!

Piccole chicche nascoste di un’Italia che merita!

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