Michele Satta

Michele Satta ….una foto appesa ricorda la sua figura tra i 5 personaggi che all’ombra di un pergolato si accingevano a creare la Bolgheri DOC.

Michele Satta è un viticoltore che va controcorrente, che adora e con passione coltiva il sangiovese e che anticipa i tempi, con il suo vino coltivato in biodinamico e ancora, con una prospettiva al futuro utilizzando le nuove anfore per l’affinamento!

Cinzia, fedele collaboratrice, ci ha guidato in vigna a Castagneto Carducci in questa assolata e umida giornata di luglio.

Breve giro in cantina, scavata nella roccia e ristrutturata di recente.

Passiamo quindi alla bellissima sala degustazione panoramica con una splendida vista sui 23 ettari di vigneto.

Cinque sono i vini assaggiati.

Vini che mi hanno lasciato impressa nella mente quasi uno scatto fotografico ….di sensazioni, mescolate al respiro dell’aria di vacanza che offre la costa livornese, che si affaccia giù a pochissimi km dalla cantina .

È proprio il mare e l’aria salina che assieme al terreno conferiscono mineralita’ e sapidità al vino, e quel tocco di macchia mediterranea che si percepisce chiaramente nel

“Piastraia” 2015: blend che passa in barrique, rotondamente composto di merlot syrah sangiovese e cabernet in parti uguali , caldo e mediterraneo equilibrato e piacevole, dal tannino fine.

I due vini di cui porto a casa il mio intimo personale ricordo sono invece i monovarietali di Syrah e Viogner, che come delle cartoline, mi ricordano il territorio francese: vitigni elettivi della Cote du Rhone.

Amore per la propria terra e per i suoi prodotti, questo mi ha trasmesso la storia di vita e di cantina della famiglia di Michele Satta, raccontata con entusiasmo da Cinzia.

Questi vini ti lasciano in bocca tutta la loro unica personalità! Ancora mi richiama alla mente il profumo di pesca gialla e melone maturo e pepe bianco, in bocca di miele e a sorpresa di succoso mandarino! Una scoperta per le mie papille questo Viogner o “Giovin Re” se anagrammato (annata 2016).Un bianco non comune, impegnativo e che lascia il segno (Veronelli docet).

E come non ricordare il vino più intrigante ai miei sensi: il rosso e pepato “Syrah “2015, scuro come la ciliegia, nera, e le more e i mirtilli, o come il pepe … più nero al naso e più rosa in bocca!

Per ultimo solo in elenco poi

“Cavaliere” 2015 : a detta uno dei migliori Bolgheri e dei sangiovese in purezza, di cui si esaltano le note terrose e di sottobosco miste a cacao e tabacco, con un finale di liquirizia!

Questo è il primo tassello di Toscana che mi sono portata a casa …

e si chiama Michele Satta.

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