ABBAZIA DI NOVACELLA: Il Vino che rinfranca l’anima!

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13 aprile 2019

Varna (BZ) -Oggi FISAR delegazione Vicenza ci porta in gita per rinfrancare lo spirito, oltre che il palato!

La giornata in partenza piovosa si trasforma in un sole splendente e aria freschissima: ideali per trascorrere una giornata davvero speciale, con delle persone altrettanto speciali.

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Arrivati alla meta veniamo sorpresi da paesaggi di frutteti e prati verdeggianti e silenziosi che invitano alla contemplazione. Lo sguardo cade sui vigneti terrazzati con muri a secco, costruiti per attenuare la pendenza del terreno ci lasciano intravedere l’intenso lavoro dell’uomo.

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Luoghi che appagano la vista di una emozione che non si può raccontare o tradurre in parole.

Luoghi che mi ricordano il lontano inverno del 2004, quando con la famiglia venni in visita a Novacella. Ricordo indelebile fissato su poche foto (scattate con rullino fotografico!). Ancora il vino non scorreva nelle mie vene, ma quei pochi sorsi di Gewurztraminer con pane nero e speck mi fecero innamorare di questo bianco altoatesino!

Luoghi d’altri tempi che invitano a ritmi lenti. Estasiati da tanto divino, ci immergiamo nelle magiche atmosfere di un’antica abbazia incastonata tra le montagne…..incuriositi di conoscerne la storia.

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L’Abbazia dei Canonici Agostiniani di Novacella, il più grande complesso conventuale del Tirolo e si distingue da sempre per la grande varietà di attività che vi si svolgono. E’ tra le cantine attive più antiche del mondo.

Partiamo quindi per un viaggio nel tempo che inizia nel 1142 anno della sua fondazione. Una storia che ci conduce nel 177 quando fu attestato all’Abbazia, da papa Alessandro III, il possesso dei vigneti nelle vicinanze. Donazioni, fondazioni, acquisti e scambi che nel tempo circondarono l’Abbazia di preziosi vigneti. Dopo appena 50 anni dalla sua costruzione venne rasa al suolo da un incendio ma prontamente ricostruita e da allora in alterne vicende è stata ampliata e rimaneggiata in diversi stili. Nonostante periodi bui contrassegnati da catastrofi ogni volta l’Abbazia di Novacella, si alzò dalle proprie ceneri, con più splendore di prima.

Un tempo fu ospizio per i pellegrini, oggi il complesso è quasi interamente aperto al pubblico e si propone come una meta di grande valore storico, artistico, culturale ed enogastronomico.

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Tutto intorno racconta del suo passato, parla di storia e offre bellezza.  Ogni stile ed ogni epoca si fondono armoniosamente nelle architetture del complesso, spaziando dal romanico, al gotico, al rinascimentale ed al barocco.

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La visita inizia dalla pinacoteca e museo. Racconti di vita, e passione per arte e cultura dei sacerdoti agostiniani.  Proseguiamo per la biblioteca. In questi luoghi non sono consentite foto, ma resta indelebile in me l’immagine della maestosità e luminosità della sala: i soffitti sono ancora quelli originali con foglie d’oro soffiato e anche i pavimenti e le finestre sono quelle di un tempo. La biblioteca occupa due piani del convento e conserva ben 65000 volumi a stampa, divisi in 43 argomenti. Una curiosità: in questa sala si trova il più piccolo manoscritto al mondo che fu stampato al Museo di Gutenberg e contiene il Padre Nostro in 7 lingue diverse.

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La Cappella di San Michele è l’edificio rotondo che si erge proprio di fronte al convento. Viene chiamata anche Castello dell’Angelo, e basta uno sguardo per capire il richiamo a Castel Sant’Angelo a Roma. E’ una rotonda di epoca romanica ben conservata.

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Si rimane incantati dinanzi alla Chiesa di Santa Maria Assunta, per la sua luminosità e misticità che la distingue. Risalta per i colori vivi e per il senso di gioia che trasmette. Colori pastello tendenti al rosa, si trovano nel soffitto, nelle pareti e nei pavimenti che sono realizzati in marmorino veneziano. Il soffitto è straordinario: sono realizzati ben 365 angeli, che dovevano accompagnare il fedele nella sua vita.

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Il chiostro colpisce per le sue linee e i suoi decori tipicamente gotici.

Bello il Giardino abbaziale (che si intravede dalla foto iniziale). Sono circa 75 le varietà di piante officinali che crescono nel giardino botanico, come l’erba cardiaca o la trigonella, la citronella, la salvia di melone, il timo giamaicano e il tabacco, dalle quali si producono ottime tisane.

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Torniamo al punto di partenza. al centro del cortile principale, al pozzo delle meraviglie a pianta ottagonale che su ogni lato mostra una delle sette meraviglie dell’antichità (piramidi, statua di Zeus a Olimpia e giardini pensili di Babilonia…..) mentre sull’ultimo, a titolo autocelebrativo, possiamo ammirare come ottava meraviglia proprio l’abbazia di Novacella.

Apriamo la mente alla cultura. Grande impatto emotivo.

Misticismo che si respira a ogni passo.

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Incontriamo Elias Holzer, che ci accompagna alla visita dei vigneti e della cantina, nonchè alla degustazione.

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Oggigiorno, l’Abbazia di Novacella è una struttura che si auto sostenta, grazie ai boschi, ai vigneti, ai masi che rendono l’abbazia stessa economicamente indipendente.

Un impianto di biomassa e una centrale idroelettrica la rende autonoma anche dal punto di vista energetico.

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La nuova cantina interrata, come si può vedere dalla foto, è stata coperta da circa un metro di terra con viti impiantate per una corretta integrazione e armonia con il paesaggio. Tutt’intorno si manifesta la ricchezza della viticoltura, tramandata dai canonici agostiniani che iniziarono a produrre i propri nettari preziosi.

Come la storia insegna, i monaci -in questo caso sacerdoti agostiniani- sono i veri ‘angeli’ custodi delle vigne, sopratutto in passato e durante il periodo dei ‘secoli bui’ in cui le vigne furono incendiate in tutta Europa. La cantina del convento è forte dell’esperienza di oltre 850 anni, unisce il moderno e la tradizione.

Tutte le uve prodotte vengono coltivate secondo precise regole ponendo attenzione a mantenere il carattere varietale e vendemmiate nel momento ideale di maturazione. Circa 25 ettari vitati di proprietà (di cui 6 a Novacella, 21 zona di Bolzano) e una sessantina in affitto piccoli conferitori locali, sono coltivati senza uso di diserbanti chimici e con trattamenti minimamente invasivi.

La maggior parte  viene vinificata in acciaio per mantenere, in ambiente ‘riduttivo’ e a temperture controllate, le caratteristiche di fragranza e  freschezza dei vini; come per la Linea Classica: vini di eccellente rapporto qualità prezzo e di pronta beva fin da subito.

Nella linea Praepositus troviamo espressa la forte personalità ed eleganza dei migliori vini dell’Alto Adige. Sono le migliori uve dei vigneti di proprietà, vendemmiate in piccole quantità,  che  fanno passaggi in botti grandi vecchie e restaurate, o piccole barrique (tostature ‘light’) per brevi periodi e per piccole parti dell’assemblaggio (dal 10% al 30% a seconda del vino). La linea Praepositus si distingue  dalla Linea Classica  per utilizzo di uve da vecchie vigne (meno produttive ma di più qualità) e per una migliore esposizione dei terreni. Rappresentano l’eccellenza della tenuta e in grado di invecchiare ben olte dieci anni.

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Nuove sperimentazioni, sulla scia delle nuove tendenze spingono anche la cantina dell’Abbazia a delle vinificazioni in anfora sia per i bianchi che per i rossi. Cercando dunque un affinamento con ‘microossigenzione’ senza la ricerca di cessione di aromi).

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Il 75% dei vini prodotti sono bianchi, mentre il 25% sono rossi.

Questa cantina prestigiosa è rinomata per i vini bianchi tipici della regione della Valle Isarco che diventa sottozona della DOC Alto Adige Sud Tirolo (come il Müller Thurgau, il Sylvaner, il Traminer aromatico, il Veltliner ed il Kerner). I vini bianchi vengono da Novacella. Qui nella conca di Bressanone i vigneti si estendono dai 600 ai 900 metri s.l.m.. Zone estreme dove si cerca l’esposizione migliore (sud-sudovest) perchè l’uva ha bisogno di luce e calore per per lo sviluppo ottimale degli aromi, aiutato dalle forti escursioni termiche tra giorno e notte. Se aggiungiamo magri terreni morenici di origine glaciale (soprattutto quarzo), il risultato è indubbiamente un vini eleganti, sapidi, minerali.

Troppo freddo per i vitigni rossi nella zona di Bressanone. Più adatti i terreni di proprietà dell’Abbazia che si trovano a Cornaiano e Bolzano. Le varietà come la Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa e necessitano di molto caldo e sole che trovano a Cornaiano. Il podere Marklhof si trova su un colle ad un’altitudine di 420 m s.l.m., ben ventilato e di natura morenico-ghiaiosa. La calda conca di Bolzano, posta a 250 ms.l.m., con terreni sabbioso-limosi è l’ideale per ottenere un Lagrein ben strutturato.

Poche altre cantine in Alto Adige possiede la capacità di sposare quantità e qualità. I vini dell’Abbazia di Novacella si distinguono per la loro elevata qualità e longevità, personalità trasmessa dell’enologo Celestino Lucin.

E’ possibile degustare tali prelibatezze nella cantina mescita dell’Abbazia.

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Per noi oggi la visita dell’abbazia si trasforma in una piacevole esperienza multisensoriale, che ritroviamo in ogni calice. Si ascolta, si degusta, si vive con l’ascolto del passato e uno sguardo al futuro.

Brindiamo al nostro gruppo sommelier condividendo prelibatezze tipiche come speck, salcicce affumicate e formaggi, tutto accompagnato dall’ottimo pane sudtirolese, senza dimenticare il goloso strudel di mele.  (Degustazione vini nelle cantine dell’Abbazia di Novacella )

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E infine, prima del ritorno, una piccola sosta presso l’Enoteca dell’abbazia: vini, grappe, succhi, tisane e molti altri prodotti per farsi un piccolo regalo!

Oggi portiamo a casa una fetta di storia … portiamo a casa un sorso di beatitudine e di delizia!

Abbazia di Novacella

Via Abbazia 1 – 39040 Varna (BZ) – Alto Adige

https://www.kloster-neustift.it/it/

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