Degustazione vini nelle cantine dell’Abbazia di Novacella

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I vini “a merenda”

Dopo la nostra visita culturale e alla cantina dell’Abbazia di Novacella (ABBAZIA DI NOVACELLA: Il Vino che rinfranca l’anima!), avviciniamo finalmente il calice a questi vini dal marchio altoatesino ma dal cuore mediterraneo.

Per la nostra degustazione i vini bianchi sono stati serviti a temperature di servizio di 10-12 °C in calice di media ampiezza.

E’ anche una regola generale, ma volendo si possono servire anche 12-14°C per esaltare profumi e morbidezza nel caso di un vino particolarmente acido, o qualche grado in meno per accentuare un’acidità carente.

Per i rossi (nel nostro caso Pinot nero) la temperatura di servizio è tra i 16/18 °C.

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Tutti vini si sono perfettamente sposati con la fornita “merenda” altoatesina di speck, formaggi, salumi e pane nero.

I bianchi della linea classica sono ideali anche da aperitivi, e a mio parere hanno una buona abbinabilità col mondo vegetariano, a piatti di pari struttura e intensità di profumo. Trovo piacevole il Sylvaner con piatti a base di asparagi, mentre proverei il Kerner con il sushi (concordanza olfattiva nel richiamo allo zenzero).La linea Preaepositus richiama senz’altro una ulteriore complessità e finezza del piatto.

Esce un po’ dagli standard l’abbinamento con il gewurztraminer. La sua struttura e alcolicità difficilmente lo rendono adatto ai piatti più delicati. E’ un vino aromatico che richiama piatti olfattivamente altrettanto importanti. Gewurztraminer invita a speck e canederli di qui. Ha struttura per formaggi molto stagionati ed erborinati. Si abbina anche a piatti agrodolci … proverei con un risotto pere e gorgonzola, ma anche con crauti e salsicce. Sua caratteristica è il fatto di ‘saperci fare’ anche con arditi sapori come il patè di fegato d’oca. Già testato parecchie volte a casa mia, posso dire che completa i profumi della cucina asiatica con piatti speziati al curry (pollo al curry, gambery al curry con verdure), o anche della cucina etnica.

I vini rossi riserva, come tradizione comanda, si abbinano a primi e secondi di terra (carne, carne stufata, formaggi di media stagionatura).

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1. Alto Adige DOC Valle Isarco Muller thurgau 2018 Abbazia di Novacella

Il vitigno Müller-Thurgau prende il nome dall’agronomo svizzero Hermann Müller, originario di Thurgau. Recenti studi sul DNA, fanno ritenere che sia un incrocio tra vitigni Riesling e Chasselas. Predilige clima secco, ed è molto diffuso in particolare in Germania, Svizzera e Italia, ultimamente anche in Nuova Zelanda. In Italia viene coltivato in quasi tutte le regioni, ma il ruolo più importante è in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto.

Si presenta di un bel giallo paglierino. Esprime all’olfatto una lieve aromaticità e un gradevole profumo di fiore di sambuco, fruttato di pesca bianca e decisi sentori agrumati di mandarino. Alla bocca è ambasciatore del territorio: piacevolmente sapido, incisivo, di corpo e persistente.

(inox 100% – 12,5% alcool)

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2. Alto Adige DOC Valle Isarco Sylvaner 2017 Abbazia di Novacella

Riconoscimenti annata 2017: Luca Maroni Punteggio 90/100

Storico vitigno della Valle dell’Isarco, qui gli abati iniziarono a coltivarlo nel 1880. Il nome deriva dal latino “silva” (foresta) e sembra indicare una origine ‘selvaggia’: in Romania il nome ha la stessa radice. Più probabilmente originario dell’Austria, il Sylvaner è un incrocio naturale tra il Savagnin (o traminer) e un antico vitigno bianco austriaco. In Italia è particolarmente diffuso in Trentino Alto-Adige, specialmente nella zona di Bressanone in Valle Isarco. Fuori dai confini italiani è diffuso in Germania, Austria, e in Alsazia francese, con eccellenti risultati.

Di un bel giallo paglierino che profuma di frutta bianca (pera matura, mela) e frutta gialla (pesca, melone). Al palato trasmette il territorio: speziatura e mineralità. E’ fresco, ma senza dominare. Buona la persistenza con ritorni fruttati. E’ pronto, direi perfetto.

(100% inox – 13% alcool)

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3. Alto Adige DOC Valle Isarco Praepositus Silvaner 2017 Abbazia di Novacella

Riconoscimenti annata 2017: ROBERT PARKER 89/100

Il Sylvaner Praepositus si differenzia per il metodo di vinificazione. Una parte  viene lasciata maturare in grandi botti di acacia per 5 mesi. Il passaggio in legno gli conferisce rotondità (fermentazione malolattica). Sono poche le cessioni del legno.

Il colore giallo paglierino si fa più intenso. Percepiamo al naso i fiori di campo, le note di mela matura e albicocca, impreziosite da una nota minerale. La pietra calda delle morene di Varna dona a questo Sylvaner una bella sapidità, sommata a freschezza e bilanciata dalla morbidezza del calore alcolico di tutto rilievo. In bocca strutturato, armonico e persistente. Elegante come la seta è in grado di evolvere nel tempo. Per questo motivo la cantina ha deciso di mettere da parte una parte ogni anno per le verticali storiche.

(30% passaggio in legno;   13% alcool)

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4. Alto Adige DOC Valle Isarco Kerner 2018 Abbazia di Novacella

Dedicato al ricordo di Justinus Kerner, poeta e medico tedesco, che incorociò il vitigno schiava (bacca rossa) e riesling (bacca bianca). Erano gli anni ’30. Oggi il vitigno si coltiva principalmente in Germania e Austria mentre, in Italia, lo si trova nella zona dell’Alto Adige a circa 1200 metri di altitudine.

Uno dei Kerner più rappresentativi è quello prodotto dall’Abbazia di Novacella. La coltivazione qui è iniziata nel 1969 come esperimento (si è visto che il vitigno è molto resistente al freddo ed ha un’alta resa). Il Kerner viene vendemmiato metà ottobre. Si ottiene anche un ottimo passito lasciando le bacche ad appassire in pianta fino a fine gennaio. E’ il vino più importante per la cantina per numero di bottiglie. E’ il primo vino venduto su tutti i mercati.

Si mostra nel calice di un giallo paglierino limpido e molto brillante. E’ un vino c.d. semiaromatico: finora è il più espressivo in tale senso. Intenso, schietto e fine. Fa sentire subito la sua tipica e spiccata mineralità. L’olfatto viene catturato da note molto intense di ananas matura, passando poi al mandarino, e a un certo pizzicore di zenzero. All’assaggio è bello il nervo acido (dato dal riesling), è sapido e speziato e di buona persistenza.

(100% inox – 13,5 % alcool)

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5. Alto Adige DOC Valle Isarco Praepositus Grüner Veltliner 2016 Abbazia di Novacella

Riconoscimenti annata 2016: ROBERT PARKER 91/100; Luca Maroni Punteggio 90/100

Il Grüner Veltliner (tradotto “Valtellinese verde”) è un vitigno a bacca bianca, un ibrido derivato dall”italiano Traminer e il St. Georgen, una varietà ancestrale del Burgenland. In Austria rappresenta circa il 30% degli ettari vitati: è la varietà più coltivata. In Italia è poco conosciuto, eccetto che nella Valle Isarco. Si differenzia dal vino austriaco perchè il sole di questi posti lo rende più potente. L’escursione termica favorisce sempre una grande bevibilità. Il 2016 è stata una buona annata per i vini all’Abbazia di Novacella: si è vendemmiato da ottobre fino ai primi di novembre.

Anche in questo caso la selezione Praepositus arrichisce il vino: il 10% di Grüner Veltliner fa vinificazione in legno grande di acacia, mentre il restante 90% in acciaio. Per un totale di 8000 bottiglie prodotte.

Giallo paglierino intenso. Al naso sa di frutta a polpa gialla come pesca e albicocca, dal retrogusto speziato e ammandorlato. Al palato ritornano i sentori olfattivi, è di corpo, rotondo, fresco, piacevolmente sapido e di grande persistenza.

(10% passaggio in legno;   13,5 % alcool)

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6. Alto Adige DOC Valle Isarco Gewurtztraminer 2018 Abbazia di Novacella

“Tutti sanno dire -Ti amo-, pochi sanno dire -Gewurztraminer-” è una citazione ormai nota.

Il Traminer aromatico deve il suo nome a Termeno tradotto in tedesco Tremin, mentre ‘gewurz’ significa speziato, profumato. E’ un vitigno aromatico dalla tipica buccia di colore rosa, coltivato principalmente in Italia in Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Rispetto ai fratelli alsaziani e tedeschi, sontuosi e grassi, la versione proposta dall’Abbazia di Novacella è meno barocca ma più gotica. Sicuramente più facile da abbinare.

E’ un vino che si riconosce non appena si accosta il naso al bicchiere, l’odore del vino è proprio a quello che si percepisce annusando l’uva di origine. ‘Vino solista’ lo definisce il prof Luigi Moio. Nel suo libro “Il Respiro del vino” ci racconta di questo vino aromatico che nasce da uve già profumate, che trasmettono in via ‘diretta’ i profumi. Bacche dotate di molecole chimiche come i terpeni, che qui si traducono in profumi floreali; i Norisoprenoidi che qui lasciano il sentore di agrumi anche canditi; e altre molecole fenoliche che sono responsabili dello speziato, affumicato.

Ma lasciando la chimica per la poesia, il Gewurtztraminer è un vino che sorprende. Difficilmente si dimentica. E lo è stato anche per me fin dal primo assaggio. Ecco perchè me ne sono innamorata.

Di un giallo dorato molto invitante e consistente nel bicchiere. E’ come annusare un bouquet di rose bianche e gialle in fiore! E’ profumo di glicine. Lo annusiamo ancora e viaggiamo in una piantagione tropicale: mango, ananas, frutto della passione e litchi. Tra le piante di vaniglia fanno eco la cannella, il pepe e la noce moscata. Trionfo di frutta ancora con le pesche e gli agrumi, ingentilito da essenze di erbe aromatiche. Riempie la bocca, in un equilibrio aromatico e snello.

(100% inox ; 13% alcool)

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7. Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva “Praepositus” 2015 – Abbazia di Novacella

Riconoscimenti annata 2015: ROBERT PARKER 89/100; Luca Maroni Punteggio 89/100

Il Pinot nero è un vitigno internazionale per un vino estremamente famoso in tutto il mondo.
“Pinot” per la rassomiglianza del grappolo con la pigna, un grappolo piccoli e molto serrato, di maturazione precoce. Ne risulta un vino con pochi tannini e scarico di colore. A causa di questo suo colore troppo chiaro può sembrare un vino dalle esigue proprietà, invece diventa un prodotto finale di alta classe, specie nel suo paese d’origine: la Borgogna.
In Italia si coltiva in particolare nel Veneto, nel Friuli, nell’Oltrepò Pavese, in Franciacorta nonché in Trentino Alto Adige dove viene definito con il termine “Blauburgunder“. Ottimi risultati anche la Toscana e la Valle d’Aosta.

E’ un vitigno ‘difficile’, complesso nella coltivazione perchè soggetto a malattie.
Composizione/posizione del terreno, clima e vinificazione, affinamento/invecchiamento intervengono nella differente riuscita del vino.
Viene coltivato a Cornaiano dove arrivano i venti caldi del Lago di Garda, che asciugano i vigneti. Il caldo anno 2015 ha donato vini di struttura.

Dopo una attenta selezione delle uve, il pinot nero viene vinificato in acciaio e lasciato maturare per 18 mesi in legno: tonneau e barrique di rovere francese di cui 1/3 nuove, ma di leggera tostatura.

Un Pinot Nero avvolgente, di grande stoffa. Elegante nel suo vestito rosso rubino leggermente scarico. Regala al naso gradevoli sentori profumi di ciliegia, un sottobosco che riporta ai piccoli frutti rossi e neri. Speziato ma non tostato: cannella e vaniglia. Soffi di balsamicità. Al palato è secco, morbido, intenso, armonico e vellutato. Ti avvolge con suo tannino rotondo.

Un gran bel bicchiere! Pronto sicuramente, ma se attendiamo troveremo grandi soddisfazioni.

(passaggio in legno;  13 % alcool)

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8) Alto Adige DOC Moscato Rosa “Praepositus” 2017 – Abbazia di Novacella (0.375l)

Una bottiglia che profuma di rosa! Rosenmuskateller lo chiamano cioè moscato delle rose.

Fa parte della famiglia dei Moscati, il cui nome deriva da “muscum”, muschio, il cui aroma caratteristico si ritrova nell’uva. Le uve hanno una marcata aromaticità ed un elevato contenuto in geraniolo e sicuramente il segno distintivo è l’aroma primario di rosa, più che il colore della bacca di fatto nero-bluastra.E’ un vitigno molto antico, di probabili origini greche. Diffuso in Dalmazia e Istria, da qui sarebbe poi arrivato in Tirolo, ed in seguito in poche zone in provincia di Alessandria. Ha la tendenza all’acinellatura ed è una vera rarità. Esistono solo 11 ettari nel mondo di questo pregiato mosto rosa, dei quali 1,8 ettari si trovano qui all’Abbazia di Novacella, per una produzione di 4000 bottiglie.

Possiamo definirlo un vino rosso dolce, non passito, né vendemmia tardiva. Verso la fine di ottobre vengono raccolte le uve. Semplicemente si blocca la fermentazione a 12,5-13 gradi alcool e si filtra. Ne risultano 100 gr di residuo zuccherino. Quindi matura in acciaio e almeno otto i mesi di tempo in cui sta in bottiglia. Volutamente scelto questo metodo di vinificazione senza appassimento, per mantenere le note floreali che rischierebbero di tramutarsi in frutta.

Di un bel rosso rubino chiaro, si manifesta in primo piano come un bouquet floreale che spazia dalla rosa, al geranio, alla lavanda. Profumi delicati che si intrecciano alle fragoline di bosco e ai lamponi. Ci sorprende sul finale con una spolverata di cannella. In bocca un bellissimo gioco tra dolcezza e acidità. Pulisce bene il palato e un bel tannino che lo differenzia dagli altri (resta 15 giorni a contatto sulle bucce). E’ la versione più tannica sul mercato. Ci viene servito accompagnato dal tipico strudel locale (dal forte richiamo alla cannella).

(100% inox;   13 % alcool)

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Chiudiamo gli occhi quindi alla dolcezza di queste note olfattive, e ripensiamo ai meravigliosi paesaggi che ci riportano alla bellissima canzone “Montagne verdi”……perché il vino è musica da bere, e la musica è vino da ascoltare!  (*)

note:   (*) Canzone di Marcella Bella; Un brano per ogni vino. Dal libro “VINILI 100xcento” di L. Gaggia -D. Di Marco)

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