Alla scoperta dei Volcanic Wines! VULCANEI 2019

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Rovolon (PD), Domenica 19 maggio 2019

La giornata non è delle migliori, pioggia e acqua come se non ci fosse fine! Ma noi ci possiamo scaldare con dei calici di vino vulcanico dall’anima di fuoco!

I vini del vulcano di tutto il mondo si sono riuniti a Vulcanei 2019, cambiando location per questa edizione: Villa Parco Frassenelle, l’antica dimora dei conti Papafava dei Carraresi, sulle pendici del Parco Regionale dei Colli Euganei. Tenuta Frassanelle è immersa in un parco disegnato nel 1860 che si estende per ben 120 ettari fra dolci colline e verdi prati e comprende al suo interno il rinomato campo da golf di Frassanelle, la villa padronale, i casini da caccia e gli annessi rustici.

Troviamo il più grande banco d’assaggio di vini da suolo vulcanico: sono presenti 20 aziende dei Colli Euganei, 10 aziende e 5 Consorzi da altre aree vulcaniche italiane, per un totale di più di 50 aziende. Ospiti speciali di questa edizione le Isole Azzorre e le Canarie, con il grande ritorno a grande richiesta di Santorini.

La manifestazione è dedicata ai vini da suoli vulcanici ed è organizzata dal Consorzio dei Vini dei Colli Euganei, la Strada del Vino dei Colli Euganei, l’associazione “Volcanic Wines” ed il Consorzio Terme Euganee.

Food, produttori e cuochi per vulcaniche prelibatezze. Tasting guidati e momenti di approfondimento con degustazioni a cura di Ais Padova ed una particolare Masterclass dedicata ai vini dei paesi ospiti e ad alcune produzioni italiane. Condotta da John Szabo, considerato il massimo esperto di vini vulcanici al mondo.


IMG_8757Volcanic Wines

Sono figli del vulcano e affondano le radici su terreni con ceneri e lapilli, acquisendo la ricchezza di minerali, la luce riflessa delle rocce chiare e scure, l’acqua che li nutre, e maturando particolari precursori d’aroma che li rendono particolarmente freschi, sapidi e ovviamente vulcanici.

Sono vini dalle grandi potenzialità e da un suolo unico se pur vario. Stimolano l’interesse internazionale per cui se ne parla, se ne discute, si assaggiano esaltandone le caratteristiche, sono sempre più di trendy.
Se la tendenza degli ultimi anni ha mostrato una efficiente comunicazione ‘dalla vigna al consumatore’, tanto da spingere alla ricerca di questi vini particolari, il risultato è che l’appassionato di vino oggi ha cominciato a scegliere consapevolmente, prestando attenzione allo storytelling degli aspetti legati ai vini dei vulcani.

Ma i semplici racconti non bastano a garanzia del prodotto: ed ecco l’idea di un marchio trasversale internazionale che supporti un progetto credibile. Volcanic Wines si fa dunque voce come marchio per i ‘vini dei vulcani’ meritandosi un posto di rilievo tra i vini del prossimo millennio.
Differenziarsi è di per sè una strategia per far percepire un valore al cliente finale, in un mercato del vino spess
o uniformatoEcco che il nostro Paese punta sull’opportunità di disporre di un marchio unico che su basi scientifiche identifichi questa tipologia.
Il concetto si è concretizzato con un “circuito” , il Volcanic Wines network (Vwn), costituito circa un decennio fa tra 19 territori di origine vulcanica di tutta Italia, su iniziativa del Consorzio del Soave. Gli obiettivi sono:
– l’uso del marchio ‘Volcanic Wines’ (già registrato e già utilizzato dal alcune cantine per concessione del Consorzio di Soave che ne è proprietario) con definizione di un suo Regolamento;
– la definizione di una ‘Carta dei suoli Vulcanici d’Italia’, basata sul lavoro scientifico di più Università, con obiettivo di certificare l’esistenza dei suoli vulcanici e vitati italiani, mapparli con chiarezza;
– il potenziamento della ricerca sulle caratteristiche peculiari dei vini da suolo vulcanico.

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Un turismo esperienziale

Non di facile primo approccio talvolta, sono “vini gastronomici”, complemento ideale per il cibo. L’enogastronomia è sicuramente un aspetto da sfruttare per valorizzazione l’intero turismo del vino. Lo chiamano turismo esperienziale: quel tipo di esperienza che collega tutte le proposte potenziali e integrate, affinchè il turista si senta immerso nelle aree vulcaniche. Solo per far alcuni esempi, accanto all’enoturismo possiamo trovare il Termalismo del Parco Regionale e Biodistretto nei Colli Euganei; i basalti colonnari dell’area di Soave in Veneto; le grotte scavate nel tufo di Pitigliano in Toscana. Esemplare la regione austriaca della Stiria, che da quando ha “scoperto l’acqua calda” ha cambiato il suo nome in Volcanic Land costruendo un’offerta turistica integrata e lanciando un sicuro business economico.

 


La geologia del territorio vulcanico

Se da una parte la parola ‘vulcano’ induce a suggestioni mitologiche e di mistero, al fascino e vitalità del fuoco, dall’altra evoca nell’immaginario collettivo dei fenomeni catastrofici.

Ricordo personalmente quando ad aprile 2010 l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul che mise in ginocchio i trasporti aerei a causa di una colonna di fumo e ceneri nei cieli di tutto il nord Europa. Un gran disguido perchè quel mattino abbiamo girato tutti gli areoporti nel nord Italia per riuscire a prendere il volo per la nostra tanto agognata vacanza alle Seychelles!
Un altro esempio tra tanti, se andiamo indietro nel tempo, è l’eruzione del Vesuvio ai tempi dell’antica Roma che distrusse in poche ore la città di Pompei.

Dal punto di visto geologico ho appreso che le eruzioni vulcaniche avvenute nel corso dei secoli hanno dato vita ad un substrato terrestre prezioso per l’agricoltura e per la viticoltura in particolare.
Le pendici dei Vulcani hanno rocce dure e sono molto spesso difficili da coltivare, lo si può capire a occhio nudo dai terrazzamenti e aggiustamenti che l’uomo ha operato su di essi. Coltivare su suoli vulcanici comporta la fatica di una viticoltura artigianale e basse rese: ripagata da uve di sostanza per dei vini vulcanici di forte carattere e identità. Tutti valori aggiunti che implicano anche costi di produzione elevati (e si riflettono sul prezzo in bottiglia).

Queste rocce vulcaniche molto ricche in oligoelementi e minerali hanno la caratteristica, molto utile nelle annate siccitose, di essere delle vere e proprie riserve idriche. Hanno un’alta porosità in grado di immagazzinare acqua fino al 100% del loro peso e sono in grado di rilasciarla molto lentamente.
Altro aspetto interessante dei terreni è l’immunità alla fillossera, un insetto che giunto dal nord America attorno al 1850 sterminò quasi la totalità dei vigneti europei
. La sua difficoltà ad attecchire su terreni sabbiosi e acidi, come per quelli ricchi di ceneri e lapilli, ha permesso la soppravvivenza delle viti a piede franco.

Troviamo terreni diversi a seconda della loro genesi:
-Le manifestazioni di tipo esplosivo producono ceneri e pomici molto leggere che non si accumulano lungo le pendici del vulcano, regalando suoli poveri di sostanza organica.
Quando lapilli e “bombe” nel tempo si consolidano danno origine ai tufi, a loro volta degradanti in suoli sabbiosi, grossolani.
-Le colate di lava raffreddate generano invece terreni più scuri e superficiali (Valle di Cembra).
-Nell’ambiente marino il raffreddamento della lava è brusco e la superficie di contatto del magma con l’acqua crea frammenti vetrosi, cuscini di lava, che si trasformano in un materiale giallastro, argilloso, ricco di ossidi di ferro, visibili per esempio a Soave. Pensiamo ad esempio al fenomeno di formazione dei Colli Euganei: sono nati dall’emissione di lava basaltica sotto le rocce sedimentarie del fondo marino, e col tempo le erosioni hanno modellato l’attuale paesaggio.

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Ma questi terreni cosa trasmettono al vino?

Queste differenze di composizione del territorio vengono trasmesse alla vigna e ai suoi frutti che ne assorbono la natura intrinseca. Nessun segreto dunque, solo le condizioni ideali per ottenere uve ricche di sostanza.

Sono evidenti anche nei vini una maggiore struttura e tanta ‘mineralità’ …che è possibile interpretare con i sentori di affumicato, di pietra focaia, di grafite e polvere, di roccia bagnata in montagna. Per i vini rossi si  nota una perdita di sentori fruttati a causa del ferro ossidante molto presente talvolta, a favore di sensazioni terroseSentori minerali che in un certo senso identificano questa tipologia di vino.

Sapidità e acidità evidenti, che mi piace spiegare attaverso le parole di Silvio Foti, vignaiolo ed enologo tra i più grandi esperti dell’Etna: “I terreni vulcanici hanno una capacità che da un punto di vista chimico viene chiamata potere tampone: qualcuno l’ha definita mineralità. È quell’effetto che si produce aggiungendo il sale su una fetta di limone: il primo impatto è dato dall’acidità e può essere aggressivo, poi subentra la salinità. Il sale tampona l’acidità portando una dolcezza contenitiva e si traduce in uno stimolo profondo e lungo per le papille gustative.

Ecco perché i vini vulcanici risultano freschi e di gran beva, dal gusto pieno, corposo ed insieme armonico, capaci di complessità oltre che adatti a essere invecchiati. Produzioni di pregio il cui risultato ovviamente è nelle mani della capacità interpretativa di ogni singola cantina.

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La mappa dei vini vulcanici

Esistono vini vulcanici in tutto il mondo.
L’Italia è il Paese più vocato a produrli per la presenza di suoli vulcanici molto diversi, per i vitigni autoctoni locali, per le viti molto vecchie, per l’approccio artigianale.

I vigneti sembrano collegati da un filo invisibile che passa dal nord al sud dell’Italia: partendo dalla Valle d’Aosta, alla Valsesia nell’Alto Piemonte, al Veneto con Soave, Lessini, Gambellara e Colli Euganei, passando per il centro Italia nel Lazio con Frascati, Montefiascone, Pitigliano e Sorano e in Umbria con Orvieto, poi a sud con la Campania dei Campi Flegrei e il Vesuvio, la Basilicata col Vulture, fino all’Etna e agli arcipelaghi siciliani nonchè Pantelleria. Vulcanismo anche nell”isola di Sardegna con Mogoro.

Nel resto del mondo troviamo: Napa Valley (California), Casablanca Valley (Cile), Santorini (Grecia), Kaiserstuhl (Germania), Rias Baixas e Canarie (Spagna), Isole Azzorre e Madeira (Portogallo), Alture del Golan (Siria e Israele), Yarra Valley (Australia).

Vulcanei è una manifestazione in crescita, cosi come in tutto il mondo l’interesse per i “vini dei vulcani”. Non fatevi scappare il prossimo anno un brindisi dal calore vulcanico!

Assaggi vulcanici speciali e Masterclass

Link alla Gallery fotografica

sito ufficiale Vulcanei:  http://www.vulcanei.wine/

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