I TAMASOTTI : la cantina, il Relais e la buona tavola. 

22 agosto 2019 

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Vista sulle colline di Mezzane di Sotto (Verona)

La terrazza di un locale con vista sulle colline di Mezzane, una tavola ben imbandita, un giusto bicchiere di un bel colore, un piatto servito con amore: tutti elementi che mi predispongono ad un momento conviviale, come quello di stasera con Maurizio, Nicola e Sara del magazine “VeronaWineLove”.
Un’occasione per conoscerci e condividere le nostre passioni: quale miglior ritrovo per noi amanti di Verona e dei suoi vini? Siamo a cena da “I Tamasotti” .
Ad attenderci la cantina, il Relais e la buona tavola.

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I Tamasotti – Relais e cantina

Immersa in file di ulivi e vigneti, che si alternano sui saliscendi collinari, troviamo un’elegante casa di campagna.
Una veranda ampia all’ingresso ci introduce al Relais da sei camere.
Location non a caso scelta dal famoso chef Bruno Barbieri per l’ultima tappa del suo programma “4 Hotel” a Verona (puntata del 25 luglio su Skyuno).
Mi colpisce all’esterno la terrazza panoramica spettacolare dove è possibile cenare, nonchè una piscina a sfioro e la nuova vasca idromassaggio con acqua riscaldata.
C’è poi la cantina e i suoi vini che si abbinano splendidamente ai piatti della cucina della signora Luisa, proprietaria e veneta doc.
Un invito speciale stasera a cena.

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I Tamasotti è una azienda vinicola giovane a conduzione familiare.
Ad accoglierci Alessandro Brusco e suo figlio Giacomo che con passione e dedizione lavorano alla produzione del vino.
La natura crea le basi, la passione fa fiorire le viti e noi diamo vita al vino” è l’introduzione di Giacomo alla nostra visita in cantina.
Ci fa notare che al centro della piazzola c’è una scultura a forma di cerchi concentrici: è il simbolo dell’azienda che viene riportato anche sull’etichetta: un richiamo alla fertile rotondità delle donne in maternità e alla connessione con il mondo intero. Rappresenta l’amore per ciò che madre natura ha creato in questi territori vocati: le vigne e il loro frutto.

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I Tamasotti sono entrati nel mondo del vino una decina di anni fa e la prima etichetta di Amarone è stata nel 2012.
Semplicemente 3 ettari di vigneti a bacca rossa, per le tradizionali Valpolicella Superiore DOC e Amarone della Valpolicella DOCG, a cui si è aggiunto da un paio d’anni un Soave DOC prodotto con uve acquistate da altri produttori veronesi. La produzione totale è passata dalle iniziali 2000 bottiglie alle 10.000 di oggi.
Pochissime e dedicate per lo più a vendite locali, per i clienti dell’agriturismo e per i turisti che alloggiano o si trovano di passaggio.
Fin dall’inizio la Famiglia
Brusco ha creduto in una agricoltura più vicina alla natura, con l’impiego di tecniche agricole ecologicamente sostenibili e compatibili con la tutela dell’ambiente naturale. Questa grande attenzione alla cura delle vigne e al prodotto finale li ha portati da appena 15 giorni ad ottenere la certificazione biologica in etichetta.

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I Tamasotti – Soave DOC

Non possiamo che festeggiare dunque con un bel calice di aperitivo!
Un calice di buon Soave si presta benissimo ad iniziare la nostra cena.
Il vino è trasparente e cristallino. Il giallo paglierino dai riflessi verdognoli ci predispone all’assagggio. Al naso si mostra timidamente con il profumo dei fiori di sambuco, a cui si uniscono i profumi fruttati di pera ed agrumi, scoprendo infine una venatura di erbe aromatiche e balsamiche. Una succosa pesca in bocca ci lascia il palato sapidamente fresco.

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I Tamasotti – Amarone della Valpolicella DOCG

La serata si fa più rilassata e familiare mentre le luci si accendono, soffuse, a creare una atmosfera quasi meditativa.
Al Soave fa posto, in centro tavola, una bottiglia di vino rosso: il vino più importante della Valpolicella. Mi fermo a contemplare l’etichetta: l’annata è proprio il 2015.

Stasera ho l’opportunità di confermare le sensazioni provate all’Anteprima Amarone di quest’anno: un prelievo da botte che aveva mostrato un carattere netto e deciso.
La differenza oggi si trova solo nel periodo di invecchiamento in bottiglia: appena 6 mesi, ci ricorda Giacomo. Lo sappiamo bene che il vino ha bisogno di più tempo di riposo, almeno un anno in bottiglia, ma senza esitare la bottiglia è già stata stappata e il vino versato.

Inclino il calice ampio: il colore è rosso rubino carico, intenso e quasi impenetrabile. Scorre nel bicchiere e dagli archetti stretti che si formano intuisco il calore che avrei percepito in bocca (alcolicità da campioni 17,5 % vol.)
Al naso è molto intenso di frutti a bacca rossa, di ciliegie mature e marasca sotto spirito e ancora di prugna che si fa confettura: sentori tipici che ci riportano al marchio varietale impresso dai vitigni.
Ricordo le uve autoctone che lo compongono da disciplinare: Corvina (45% -90%), e/o Corvinone (massimo per il 50%), Rondinella (5-30%) con l’aggiunta di piccole percentuali di altri vitigni autoctoni locali, in questo caso l’Oseleta.
Si fanno avanti al naso profumi di tabacco e sfumature di pepe che ci fanno pensare all’affinamento in legno. Spezie come se piovessero. E una inequivocabile liquirizia dolce che si scioglie poi in bocca, intensa e persistente.
A determinarne la sua esuberante personalità è l’appassimento delle uve, assieme all’affinamento del vino per tre anni in barrique di rovere francese (di primo, secondo e terzo passaggio e di media tostatura).

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Amarone in abbinamento alla “Guancia di vitello brasata all’Amarone con crema di patate Kennebec”.

L’Amarone che ci troviamo davanti è un vino importante, strutturato e con un’elevata gradazione alcolica. Caratteristiche che si chiedono anche al piatto da abbinare, unite alla persistenza e intensità olfattiva.
Parlando di una seconda portata, tra gli abbinamenti migliori troviamo i formaggi stagionati o le carni dai sapori forti: per esempio un arrosto di carne o un brasato, dalle lunghe cotture e ricchi di gusto. L’alcool in questo caso bilancia la succulenza legata alla masticazione delle carni.

E qui ci siamo: in abbinamento al più importante calice rosso veronese ho scelto la “Guancia di vitello brasata all’Amarone con crema di patate Kennebec”.
Unione di sapori e profumi assolutamente perfetti.

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La degustazione dei vini e l’abbinamento dei piatti è sempre una occasione culturale.
In un sorso di vino c’è lavoro nel vigneto e in cantina di un agricoltore, nel sapore di un cibo si esprime l’esperienza di chi cura l’orto e cucina i suoi preziosi prodotti.
Condiamo il tutto con quattro chiacchiere, l’aria fresca di una serata di agosto e le cicale che ci fanno da sottofondo.
Se aggiungiamo una tavola bianca e le soffuse luci delle lanterne che si accendono come per magia, ci possiamo improvvisamente trovare  … dentro a un film!

(Video di Maurizio Corte – Direttore del magazine Verona Wine Love)
Location: I TAMASOTTI – via dei Ciliegi, Mezzane di Sotto, Verona
www.itamasotti.it
www.veronawinelove.com

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